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Distribuzione della
ricchezza |
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Ci sono
persone, fra noi, che lavorano meno, guadagnano di più, pagano meno tasse e si sentono
finanziariamente più sicure di altre. «Vi siete mai
chiesti...
Avete notato
che i nostri migliori laureati vogliono lavorare per chi non ha neppure
finito gli studi (Bill Gates della Microsoft, Richard Branson della Virgin,
Michael Dell della Dell Computers...)?» In queste
righe, potete trovare una interessante analisi di come si può arrivare a una
invidiabile indipendenza economica, che non significa solo ricchezza, ma
fondamentalmente:
altrimenti
totalmente dedicato al lavoro. La nostra
cultura, normalmente, non ci insegna a raggiungere la libertà finanziaria,
anzi, spesso ci hanno insegnato a considerare il denaro un male; eccessivi
profitti sono visti come avidità. Nel migliore dei casi, gli investimenti
sono visti come un rischio; è normale che i consulenti finanziari
invitino i loro clienti a “diversificare”, cioé ad investire in un modo che
il rischio di perdite sia ridotto, ma che inevitabilmente, riduce anche la
possibilità di guadagni importanti. Tutto questo si
riflette sul modo in cui, la maggioranza di noi si guadagna da vivere e su
come utilizza il proprio denaro. |
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Il 90% della
popolazione attiva ha un lavoro i cui guadagni dipendono dal tempo dedicato
al lavoro stesso: per avere più denaro, devono lavorare di più (se
possibile). Il guadagno che
queste due categorie ottengono dal loro lavoro, rappresenta solo il 10% della ricchezza totale. Esiste, invece,
un 10% di popolazione che incamera il 90% del denaro disponibile; si tratta
dei “titolari di impresa” (T) e degli “investitori” (I
): loro per avere più denaro, devono far lavorare di più qualcun'altro! |
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E’ ovvio che le
4 categorie: D = dipendenti A = autonomi T = titolari di
impresa I = investitori non sono a
compartimenti stagni; è frequente che un D o un A, siano anche un I, per
fortuna. E’ molto più probabile comunque, che un T sia un I, perché
ovviamente un Titolare di Impresa ricava dal suo lavoro abbastanza da poter
riutilizzare il surplus in investimenti. Gli Investitori
ai quali si fà riferimento in questo libro, sono quelli che hanno il loro
reddito principale proveniente da forme di investimento. Un D che investe
è solo un Risparmiatore, e questo atteggiamento, tendenzialmente
positivo, và comunque preso in esame; infatti risparmiare, spesso significa
vedere i propri soldi mangiati dalla svalutazione e dalle tasse. Non esiste una
correlazione tra ricchezza ed appartenenza ad uno dei quadranti, è, infatti,
possibile essere ricchi e poveri in qualsiasi quadrante, ma per certo, i
quadranti di destra danno la possibilità di avere maggiori sgravi fiscali: le
tasse dei titolari di impresa, sono dovute sull’utile e non sul guadagno;
quindi chi lavora in questi quadranti può detrarre molte spese dall’utile e
pagare meno tasse ed inoltre, la tassazione sui redditi finanziari è
agevolata.
Molte della
abilità per avere successo nei quadranti di destra non si insegnano nelle
scuole; grandi imprenditori, come Henry Ford, Bill Gates, Ted Turner, ma
anche Thomas Edison, non si sono mai laureati. La scuola
tradizionale indica il posto fisso come traguardo di realizzazione, omettendo
di stimolare gli studenti al raggiungimento di altri traguardi, che
potrebbero dare maggior soddisfazione e maggior libertà finanziaria. Molti,
valutando che il lavoro dipendente offre poco, scelgono un lavoro autonomo,
aprendo un negozio o iniziando una professione, quale il medico, il dentista,
l’architetto, l’idraulico, ecc. Tutte professioni rispettabili, come anche il lavoro dipendente,
ma che hanno in comune un assorbimento del tempo sempre maggiore per poter
far fronte agli impegni crescenti. I Titolari di
Impresa invece possono anche assentarsi dal loro lavoro, se lo hanno ben
avviato, e continueranno a ricevere un reddito da questo. Ottengono ciò
circondandosi di persone capaci ai quali delegare l’attività, salvaguardando
il proprio tempo o impiegandolo in altre imprese e moltiplicando le proprie
occasioni di guadagno. Una delle
caratteristiche fondamentali delle persone appartenenti a questo quadrante è
la capacità di leadership, molto diversa dalla capacità di management.
Esistono 3 tipi
di sistemi:
Ciascuna
organizzazione ha i propri vantaggi e svantaggi, tuttavia a regime, tutti producono
lo stesso risultato: un flusso stabile di reddito, senza un grande impegno da
parte del proprietario, dopo che il sistema è entrato in funzione. La difficoltà
maggiore consiste nel fare entrare in funzione questo sistema. Aprire una azienda, specie partendo da zero, è molto complesso e
richiede grandi investimenti ed intenso lavoro. E’ comunque vero che avere
successo in qualsiasi quadrante richiede serio impegno ed intenso lavoro. Aprire un franchising è più semplice, perché non sono richieste
doti inventive; è necessario e sufficiente seguire esattamente quanto
indicato dalla casa madre, quasi come per un dipendente. Anche per un
franchising tuttavia, possono essere necessari grandi investimenti e mentre
si cerca di avviare il lavoro, la casa madre si aspetta, mensilmente, il
versamento delle royalties, anche se, per caso, non siamo ancora riusciti a
produrre un reddito sufficiente. Il network marketing o marketing multilivello, è molto più economico
e sicuro da implementare. Con pochi euro ci si collega ad un sistema esistente, senza doversi
caricare dei problemi della burocrazia, del magazzino, della gestione ordini,
della distribuzione, della contabilità, del customer care. Tutto questo è
gestito dal sistema e l’incaricato si può concentrare.sulla costruzione della
propria attività. |
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Le informazioni contenute
in questa pagina ed in altre parti del sito sono tratte dai libri di Robert Kiyosaki |
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